Uomo: una macchina meravigliosa

Il corpo umano è una macchina meravigliosa, in grado di assimilare energia dalla natura e restituire ad essa materiale altrettanto naturale. In tal senso il corpo umano segue il modello dello sviluppo sostenibile. Quanto è sostenibile il modello che seguiamo nella nostra quotidianità? Immaginate il nostro corpo come un’automobile: usa materie prime per fare qualcosa e poi scarica ciò che è stato trasformato e non è più utile. Potremmo essere qualcosa del genere:

Noi, almeno, siamo biodegradabili…

Argomento: La vita l'universo e tutto il resto. Data: 19 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Musica e lavoro

Nuovo assunto

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Ascolti Stevie Wonder
(E’ il primo di giorno di lavoro e tutto è meraviglioso )Dopo 3 mesi…
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Ascolti musica HOUSE
(Sei talmente impegnato che non sai se stai arrivando o andando via)Dopo 6 mesi….
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Ascolti Heavy Metal
(Il tuo giorno lavorativo comincia alle 08.00 e finisce alle 20.00)Dopo 9 mesi…
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Ascolti Hip Hop
(Ti sei ingrassato per colpa dello stress e soffri di stitichezza)Dopo 1 anno…
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Ascolti GANGSTA RAP
(Hai mal di testa, ti sei dimenticato il significato di buona giornata, ti senti come se fossi appena caduto dal letto e vivi solo di caffeina)Alla fine, dopo il secondo anno…
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Ascolti Techno
e sei diventato un po’……tanto tanto….pazzzzzzo!

Argomento: Stronzate. Data: 18 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Ancora sul peer to peer

Tra poco più di una settimana il parlamento europeo sarà chiamato a votare il cosiddetto pacchetto telecom, un insieme di norme che regolamenteranno i rapporti tra compagnie telefoniche, ISP ed utenti. Durante questa settimana saranno presentate agli eurodeputati una serie di relazioni che descriveranno il quadro normativo proposto. Per chi si diletta col francese, questo è il link ai documenti in discussione. Importanti sono gli emendamenti relativi al diritto d’autore, in linea con quella che in Francia è conosciuta col nome di dottrina Sarkozy. La proposta, voluta fortemente dalle majors, è quella di obbligare gli ISP a disconnettere gli utenti che fossero pizzicati per tre volte a scaricare materiale protetto da copyright. I problemi relativi a quest’approccio sono stati analizzati dall’Open Right Group che, forse un po’ banalmente, fa notare che questo tipo di politica porta una grossa libertà d’azione ai gruppi aziendali forti ed è altamente lesiva per la privacy di tutti i fruitori della rete. Un’analisi fatta dall’EDPS, l’autority a livello europeo per la protezione dei dati personali, e scaricabile a questo indirizzo, mostra che quest’approccio è impraticabile senza una sorveglianza attiva e sistematica della rete.
Non voglio entrare nella diatriba sul prezzo dei DVD, sul fatto che le case discografiche guadagnino più degli artisti etc. Ci tengo, però, a sottolineare che leggi del genere permetteranno alle aziende di controllare le abitudini di navigazione di tutti gli utenti, anche di quelli che non violano alcuna legge. E’ la privacy il vero nodo della questione. Queste cose non devono passare sotto silenzio.

Argomento: News, Politica. Data: 16 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Qualche mese fa il tribunale di Modica (RG), ha condannato per stampa clandestina Carlo Ruta, storico siciliano autore del sito AccaddeInSicilia, nel quale venivano raccolti testimonianze e articoli sulla storia recente dell’isola. Il dispositivo della sentenza, depositato qualche giorno fa, ha suscitato abbastanza scalpore poiché ha di fatto equiparato il sito in questione ad una testata giornalistica: il signor Ruta non è stato condannato per ciò che ha scritto, in tal caso il reato sarebbe stato diffamazione, ma per il solo fatto di aver pubblicato qualcosa su internet senza aver registrato la propria testata al tribunale. Non ho alcuna competenza per valutare l’entità di una sentenza del genere, ma trovo condivisibile l’opinione del giornalista di Punto Informatico che nell’articolo La Rete? Clandestina scrive: Questa situazione di incertezza giuridica, tuttavia, rischia di costituire uno strumento di limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete ancor più incisivo di forme più palesi di censura perché è capace di disincentivare molti dall'uso delle nuove tecnologie telematiche per la diffusione di idee, fatti, opinioni e, più in generale, cultura.
Una valutazione usando un po’ di buon senso proverò a farla comunque. La sentenza intera è disponibile a questo indirizzo. Il passaggio che trovo più interessante è quello in cui si identifica chiaramente quali siti vadano registrati come testate giornalistiche:
In sintesi devono essere inscritte, nell’apposito registro tenuto dai tribunali civili, le testate giornalistiche on-line che abbiano le stesse caratteristiche e la stessa natura di quelle scritte o radio-televisive e che, quindi, abbiano una periodicità regolare, un titolo identificativo (testata) e che diffondano presso il pubblico informazioni legate all’attualità. In particolare, le testate telematiche da registrare e perciò sottoposte ai vincoli rappresentati dagli articoli n. 2, 3 e 5 della L. n. 47/1948 sulla stampa sono quelle pubblicate con periodicità (quotidiana, settimanale, bisettimanale, trisettimanale, mensile, bimestrale) e caratterizzate dalla raccolta, dal commento e dall’elaborazione critica di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale, dalla finalità di sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di fatti di cronaca e, comunque, di tematiche socialmente meritevoli di essere rese note.
Mi pare di capire che ogni sito in cui vengano pubblicati articoli riguardanti un fatto accaduto, rientri in questa categorizzazione. L’articolo che state leggendo, in pratica, ricade nella definizione precedente. Se avessi l’abitudine di scrivere ogni lunedì, potrei essere accusato di avere una periodicità regolare?

Forse però mi sto preoccupando senza averne motivo. L’onorevole Giuseppe Giulietti dell’Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.
Giulietti, quando anni fa presentò l’attuale normativa in materia di editoria su web (si proprio quella che insieme alla legge 47/1948 ha portato alla condanna di Ruta ndZ), si affrettò a spiegare in un comunicato stampa che:
non c'è nessun rischio per le cosiddette attività amatoriali e per le libere attività già in atto nella rete. Non c'è mai stato il problema di ridurne la libertà e il loro raggio di azione. In ogni caso, siccome non si può mettere in discussione la libertà della rete, ribadisco che ci sarà immediatamente un chiarimento autorevole e definitivo per ogni allarme e per ogni paura ingiustificata

Anche questa volta sono pienamente d’accordo con Massimo Mantellini che su Punto Informatico scrive:
questo paese ha una legge dello Stato capace di chiudere la bocca a chiunque voglia esprimere sul web punti di vista non preventivamente autorizzati

In questo momento tutto ciò che possiamo fare è far si che la notizia non passi sotto silenzio e magari sottoscrivere una raccolta firme per manifestare il dissenzo nei confronti di una sentenza che sembra essere decisamente lesiva della nostra libertà di espressione.

¡No Pasarán!

Argomento: Politica. Data: 8 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

A che ora è la fine del mondo?

In questi giorni mi è tornato spesso in mente un vecchio film di Vittorio De Sica, nel suo insieme forse un po’ insipido, ma che contiene alcune scene molto belle; il titolo è Il giudizio universale. Il film inizia con una veduta del golfo di Napoli durante una giornata di tempo nuvoloso, mentre una voce surreale che si intuisce venire dal cielo, ripete con costanza “Alle 18 comincia il Giudizio Universale”. Il film si snoda mostrando le storie di alcune persone, che si intrecciano in questa particolare giornata, in cui le due questioni portanti sembrano essere il dubbio per l’incognita giudizio universale e il più mondano problema di organizzarsi per il ballo del Duca, a cui tutta la città è stata invitata.

Quanto spesso la fine del mondo (e per noi di influenza cattolica il Giudizio Universale), è stata prevista per una data, poi superata? Io ricordo sicuramente le questioni fatte per l’anno 1000 e per il 1930. Il prossimo anno da tenere d’occhio è il 2012.

Tutta questa premessa per parlare dell’esperimento che inizierà lunedì 8 settembre alle 9.30: l’emissione del primo raggio del Large Hadron Collider al CERN di Ginevra. Cos’è l’LHC? Gli scienziati ed i tecnici del CERN hanno preparato un video, purtroppo in inglese sottotitolato, per spiegarlo.

Il nesso tra le due cose è l’intrinseca pericolosità dell’esperimento in se. Non che sia pericoloso sul serio: se gli scienziati hanno ragione allora nulla di male ci potrà capitare… ma se la meccanica quantistica fosse errata? Se avesse ragione Einstein e Dio non giocasse a dadi? Se fossero vere una serie di teorie avversate dagli accademici classici che però hanno buoni riscontri in astrofisica?1 Il fatto è che, se le cose non stanno proprio come immaginiamo, diventa difficile fare previsioni. La situazione in cui ci troviamo è ben descritta dall’esperienza del gatto di Schrodinger che in un certo periodo è contemporaneamente vivo e morto: lo capiremo solo nell’istante in cui faremo ciò che ci preoccupa. E questo è quasi un assoluto.

  1. wikipedia commenterebbe: citazione necessaria mi impegno a postare il titolo di un documentario che vidi tempo fa e parla di queste teorie []

Argomento: La vita l'universo e tutto il resto. Data: 6 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

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  • Libertà non paura

    Sorveglianza, sfiducia e paura stanno gradualmente trasformando la nostra societa' in un gregge di acritici consumatori che non hanno "nulla da nascondere" e che - in un fallimentare tentativo di ottenere una completa sicurezza - sono pronti a cedere le loro liberta' civili. Noi non vogliamo vivere in una tale societa'! Mancano 0 giorni alla giornata europea Libertà non paura. L'11 Ottobre scendi in piazza anche tu.
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