Buonismo di sinistra?

Vengono in Italia, rubano il lavoro ai nostri giovani, fanno aumentare i prezzi delle case in centro, violentano le donne… essì, ha proprio ragione la lega… questi stranieri vogliono troppi diritti e pretendono di fare i padroni in casa nostra… quello della sinistra è solo buonismo. Guardare per credere ;-)

Argomento: La vita l'universo e tutto il resto, Politica. Data: 2 Ottobre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Essere o non essere, questo il problema

TV, giornali, persone che raccontano, hanno un denominatore comune: qualcuno che li ascolti. Spesso ciò che ci dicono è lontano da noi, più spesso ha a che fare con ambiti di cui sappiamo molto poco, ancora più spesso non avremmo mai modo di verificare se ciò che ci dicono è vero. Cosa significa verità?

Secondo il signor De Mauro, vero è ciò che corrisponde alla realtà. D’altro canto reale è tutto ciò che esiste o accade effettivamente. Il problema è in quell’effettivamente. Più cause distinte possono avere gli stessi effetti per cui, generalmente, le notizie in TV sono vere, nel senso che ci parlano di effetti e della loro possibile causa. Ad esempio il Governo ha richiesto l’invio di 400 militari in Campania dopo la strage di Castel Volturno è una notizia vera. Si può discutere circa l’efficacia dell’intervento, ma questa è un’altra storia. Il problema è che cause diverse possono avere gli stessi effetti e spesso, soprattutto in ambiti particolari come l’economia o il diritto, è difficile dire se le motivazioni che spingano la promulgazione di una data legge o norma, siano esattamente quelle pubblicizzate.

Un altro problema non banale è la verifica dell’attendibilità di una fonte. Solo perché si tratta di giornalisti seri ed affermati, ciò non significa che questa particolare notizia sia vera. Hic sunt leones. A chi credere? Che poi non è molto diverso da perché dubitare?

Vedete questo filmato.

Come faccio a verificare quello che sta dicendo sto tipo? Dovrebbe farlo lui che spiega, ma forse lo ha fatto e semplicemente l’argomento è troppo complesso per parlarne in 10 minuti… e se anche avesse scritto un libro, sarei in grado di capirlo e di verificare le sue fonti? Ma poi dovrei verificare le fonti delle fonti e così all’infinito.

La verità non esiste, i debiti e i militari si.

Argomento: La vita l'universo e tutto il resto, Filosozia, Politica. Data: 28 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Atti rivoluzionari

Con un pernacchio si può fare una rivoluzione… (E. De Filippo - L’oro di Napoli)

Argomento: Politica, Nostalgia. Data: 23 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Ancora sul peer to peer

Tra poco più di una settimana il parlamento europeo sarà chiamato a votare il cosiddetto pacchetto telecom, un insieme di norme che regolamenteranno i rapporti tra compagnie telefoniche, ISP ed utenti. Durante questa settimana saranno presentate agli eurodeputati una serie di relazioni che descriveranno il quadro normativo proposto. Per chi si diletta col francese, questo è il link ai documenti in discussione. Importanti sono gli emendamenti relativi al diritto d’autore, in linea con quella che in Francia è conosciuta col nome di dottrina Sarkozy. La proposta, voluta fortemente dalle majors, è quella di obbligare gli ISP a disconnettere gli utenti che fossero pizzicati per tre volte a scaricare materiale protetto da copyright. I problemi relativi a quest’approccio sono stati analizzati dall’Open Right Group che, forse un po’ banalmente, fa notare che questo tipo di politica porta una grossa libertà d’azione ai gruppi aziendali forti ed è altamente lesiva per la privacy di tutti i fruitori della rete. Un’analisi fatta dall’EDPS, l’autority a livello europeo per la protezione dei dati personali, e scaricabile a questo indirizzo, mostra che quest’approccio è impraticabile senza una sorveglianza attiva e sistematica della rete.
Non voglio entrare nella diatriba sul prezzo dei DVD, sul fatto che le case discografiche guadagnino più degli artisti etc. Ci tengo, però, a sottolineare che leggi del genere permetteranno alle aziende di controllare le abitudini di navigazione di tutti gli utenti, anche di quelli che non violano alcuna legge. E’ la privacy il vero nodo della questione. Queste cose non devono passare sotto silenzio.

Argomento: News, Politica. Data: 16 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Qualche mese fa il tribunale di Modica (RG), ha condannato per stampa clandestina Carlo Ruta, storico siciliano autore del sito AccaddeInSicilia, nel quale venivano raccolti testimonianze e articoli sulla storia recente dell’isola. Il dispositivo della sentenza, depositato qualche giorno fa, ha suscitato abbastanza scalpore poiché ha di fatto equiparato il sito in questione ad una testata giornalistica: il signor Ruta non è stato condannato per ciò che ha scritto, in tal caso il reato sarebbe stato diffamazione, ma per il solo fatto di aver pubblicato qualcosa su internet senza aver registrato la propria testata al tribunale. Non ho alcuna competenza per valutare l’entità di una sentenza del genere, ma trovo condivisibile l’opinione del giornalista di Punto Informatico che nell’articolo La Rete? Clandestina scrive: Questa situazione di incertezza giuridica, tuttavia, rischia di costituire uno strumento di limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete ancor più incisivo di forme più palesi di censura perché è capace di disincentivare molti dall'uso delle nuove tecnologie telematiche per la diffusione di idee, fatti, opinioni e, più in generale, cultura.
Una valutazione usando un po’ di buon senso proverò a farla comunque. La sentenza intera è disponibile a questo indirizzo. Il passaggio che trovo più interessante è quello in cui si identifica chiaramente quali siti vadano registrati come testate giornalistiche:
In sintesi devono essere inscritte, nell’apposito registro tenuto dai tribunali civili, le testate giornalistiche on-line che abbiano le stesse caratteristiche e la stessa natura di quelle scritte o radio-televisive e che, quindi, abbiano una periodicità regolare, un titolo identificativo (testata) e che diffondano presso il pubblico informazioni legate all’attualità. In particolare, le testate telematiche da registrare e perciò sottoposte ai vincoli rappresentati dagli articoli n. 2, 3 e 5 della L. n. 47/1948 sulla stampa sono quelle pubblicate con periodicità (quotidiana, settimanale, bisettimanale, trisettimanale, mensile, bimestrale) e caratterizzate dalla raccolta, dal commento e dall’elaborazione critica di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale, dalla finalità di sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di fatti di cronaca e, comunque, di tematiche socialmente meritevoli di essere rese note.
Mi pare di capire che ogni sito in cui vengano pubblicati articoli riguardanti un fatto accaduto, rientri in questa categorizzazione. L’articolo che state leggendo, in pratica, ricade nella definizione precedente. Se avessi l’abitudine di scrivere ogni lunedì, potrei essere accusato di avere una periodicità regolare?

Forse però mi sto preoccupando senza averne motivo. L’onorevole Giuseppe Giulietti dell’Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.
Giulietti, quando anni fa presentò l’attuale normativa in materia di editoria su web (si proprio quella che insieme alla legge 47/1948 ha portato alla condanna di Ruta ndZ), si affrettò a spiegare in un comunicato stampa che:
non c'è nessun rischio per le cosiddette attività amatoriali e per le libere attività già in atto nella rete. Non c'è mai stato il problema di ridurne la libertà e il loro raggio di azione. In ogni caso, siccome non si può mettere in discussione la libertà della rete, ribadisco che ci sarà immediatamente un chiarimento autorevole e definitivo per ogni allarme e per ogni paura ingiustificata

Anche questa volta sono pienamente d’accordo con Massimo Mantellini che su Punto Informatico scrive:
questo paese ha una legge dello Stato capace di chiudere la bocca a chiunque voglia esprimere sul web punti di vista non preventivamente autorizzati

In questo momento tutto ciò che possiamo fare è far si che la notizia non passi sotto silenzio e magari sottoscrivere una raccolta firme per manifestare il dissenzo nei confronti di una sentenza che sembra essere decisamente lesiva della nostra libertà di espressione.

¡No Pasarán!

Argomento: Politica. Data: 8 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

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