Articolo 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Qualche mese fa il tribunale di Modica (RG), ha condannato per stampa clandestina Carlo Ruta, storico siciliano autore del sito AccaddeInSicilia, nel quale venivano raccolti testimonianze e articoli sulla storia recente dell’isola. Il dispositivo della sentenza, depositato qualche giorno fa, ha suscitato abbastanza scalpore poiché ha di fatto equiparato il sito in questione ad una testata giornalistica: il signor Ruta non è stato condannato per ciò che ha scritto, in tal caso il reato sarebbe stato diffamazione, ma per il solo fatto di aver pubblicato qualcosa su internet senza aver registrato la propria testata al tribunale. Non ho alcuna competenza per valutare l’entità di una sentenza del genere, ma trovo condivisibile l’opinione del giornalista di Punto Informatico che nell’articolo La Rete? Clandestina scrive: Questa situazione di incertezza giuridica, tuttavia, rischia di costituire uno strumento di limitazione della libertà di manifestazione del pensiero in Rete ancor più incisivo di forme più palesi di censura perché è capace di disincentivare molti dall'uso delle nuove tecnologie telematiche per la diffusione di idee, fatti, opinioni e, più in generale, cultura.
Una valutazione usando un po’ di buon senso proverò a farla comunque. La sentenza intera è disponibile a questo indirizzo. Il passaggio che trovo più interessante è quello in cui si identifica chiaramente quali siti vadano registrati come testate giornalistiche:
In sintesi devono essere inscritte, nell’apposito registro tenuto dai tribunali civili, le testate giornalistiche on-line che abbiano le stesse caratteristiche e la stessa natura di quelle scritte o radio-televisive e che, quindi, abbiano una periodicità regolare, un titolo identificativo (testata) e che diffondano presso il pubblico informazioni legate all’attualità. In particolare, le testate telematiche da registrare e perciò sottoposte ai vincoli rappresentati dagli articoli n. 2, 3 e 5 della L. n. 47/1948 sulla stampa sono quelle pubblicate con periodicità (quotidiana, settimanale, bisettimanale, trisettimanale, mensile, bimestrale) e caratterizzate dalla raccolta, dal commento e dall’elaborazione critica di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale, dalla finalità di sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di fatti di cronaca e, comunque, di tematiche socialmente meritevoli di essere rese note.
Mi pare di capire che ogni sito in cui vengano pubblicati articoli riguardanti un fatto accaduto, rientri in questa categorizzazione. L’articolo che state leggendo, in pratica, ricade nella definizione precedente. Se avessi l’abitudine di scrivere ogni lunedì, potrei essere accusato di avere una periodicità regolare?
Forse però mi sto preoccupando senza averne motivo. L’onorevole Giuseppe Giulietti dell’Italia dei Valori ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.
Giulietti, quando anni fa presentò l’attuale normativa in materia di editoria su web (si proprio quella che insieme alla legge 47/1948 ha portato alla condanna di Ruta ndZ), si affrettò a spiegare in un comunicato stampa che:
non c'è nessun rischio per le cosiddette attività amatoriali e per le libere attività già in atto nella rete. Non c'è mai stato il problema di ridurne la libertà e il loro raggio di azione. In ogni caso, siccome non si può mettere in discussione la libertà della rete, ribadisco che ci sarà immediatamente un chiarimento autorevole e definitivo per ogni allarme e per ogni paura ingiustificata
Anche questa volta sono pienamente d’accordo con Massimo Mantellini che su Punto Informatico scrive:
questo paese ha una legge dello Stato capace di chiudere la bocca a chiunque voglia esprimere sul web punti di vista non preventivamente autorizzati
In questo momento tutto ciò che possiamo fare è far si che la notizia non passi sotto silenzio e magari sottoscrivere una raccolta firme per manifestare il dissenzo nei confronti di una sentenza che sembra essere decisamente lesiva della nostra libertà di espressione.
¡No Pasarán!
Argomento: Politica. Data: 8 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti
Remare contro
Non ha senso commentare queste parole di Pasolini: sarebbe un mero esercizio di retorica, poiché quello che afferma è oramai, tragicamente, sotto gli occhi di tutti. Eppure non riesco ad essere d’accordo con lui sulla conclusione. Penso che qualcosa si possa ancora fare, o almeno valga la pena provarci.
Fino a quando ci sarà qualcuno che ha la forza e la voglia di remare contro non si può dire che sia tutto finito. Qualcosa da fare, forse, è ancora possibile.
¡No Pasarán!
Argomento: La vita l'universo e tutto il resto, Politica. Data: 2 Settembre 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti
Il sol dell’Avvenir
Quarant’anni fa, la notte tra il 20 ed il 21 agosto, i carri armati dell’esercito sovietico invasero la Cecoslovacchia. Finì così nel sangue uno dei migliori tentativi di socialdemocrazia nella storia. I comunisti sovietici, fomentati dall’ala stalinista del partito comunista ceco, paventando la dottrina Brežnev1, non si fecero scrupoli ad usare la forza per bloccare il processo riformista sostenuto dalla grande maggioranza del paese. L’invasione avvenne durante la celebrazione del congresso del Partito Comunista Cecoslovacco, guidato da Dubcek. L’idea che guidò tutto il processo riformista, iniziato a gennaio del 68 con l’elezione a capo del PCC di Dubcek al posto di Novotný, era la realizzazione di un Socialismo dal volto umano, che mantenesse il sistema economico collettivista affiancandovi una maggiore libertà politica di stampa e di espressione2.
A questo punto ci starebbero bene le note della Moldava di Smetana ed una nostalgica enumerazione di tutte le straordinarie opere pubblicate dagli intellettuali praghesi in quel periodo; magari due righe in ricordo di Jan Palach, primo di un gruppo di studenti che si tolsero la vita, nel silenzio degli organi d’informazione controllati dalle forze d’invasione, per manifestare contro la censura e rivendicare la libertà d’espressione. Invece salterò di palo in frasca.
Nessuno dei giornali online che sono solito consultare ricorda oggi la Primavera di Praga. Forse lo faranno domani, chissà. Su Repubblica la fanno da padrona le Olimpiadi, le decisioni dell’ONU sulla Georgia ed il funerale di Sensi, affiancate da una serie di brevi con immagini che mi ricordano le tipiche riviste da barbiere3: Parata pornostar in topless proteste ad Auckland; Muore il piccolo gorilla, il dolore della mamma fa il giro del mondo; Francia, bagno presidenziale sul gommone Carla e Sarkò. Non è molto diverso su L’Unità che almeno lascia le Olimpiadi più in basso per tenere in testa la storia di Mirko, un 16enne di Catania coi genitori separati, che è stato affidato al padre perché la madre gli consentiva di frequentare un circolo dei Giovani Comunisti. Ancora peggio per il Corriere della Sera che mette il ping-pong sopra la Georgia. Fortuna che almeno sul Manifesto un editoriale dal titolo La nostra «Primavera» possiamo leggerlo4. Sui nostri quotidiani non è tempo di storia, soprattutto se si tratta di una storia fatta da moderati, studenti ed operai che insieme hanno trovato una via possibile. La vera forza della Primavera di Praga è tutta in quel punto: le richieste della gente comune ascoltate e messe in pratica dal partito. Dove sono le nostre pretese? Cosa chiediamo ai nostri politici? Siamo sul serio un popolo di caproni in grado solamente di seguire il primo personaggio con un po’ di visibilità pubblica le cui idee ci interessano superficialmente? E’ possibile che siamo talmente invischiati nel sistema da non sapere più dove vogliamo andare ed essere disposti a seguire chiunque?
Le stelle che dovrebbero guidarci nella notte oramai non si vedono più, offuscate dal bagliore mediocre e monotono della televisione e delle luci alla Broadway dei ghetti in cui ci siamo confinati. Il sol dell’Avvenir oramai è calato e la Rossa Primavera è stata sostituita da un bianco natale, bianco come la cocaina sniffata oramai da tutti, dai dirigenti agli operai, natale come il capitalismo sfrenato entrato oramai nel modo di vivere dei più. E’ la vittoria dell’avere sull’essere?
Non ancora. Sono molti coloro che non demordono. No pasaran!
- Quando le forze che sono ostili al socialismo cercano di portare lo sviluppo di alcuni paesi socialisti verso il capitalismo, questo non diventa solo un problema del paese coinvolto, ma un problema comune ed una preoccupazione per tutti i paesi socialisti. Leonid Brežnev, 13 novembre 1968, discorso al congresso del Partito Operaio Unificato Polacco. [↩]
- fu addirittura ipotizzata la possibilità di creare partiti non alleati al partito comunista [↩]
- si d’accordo parlo di un tipico barbiere di 10 anni fa… ok? [↩]
- o almeno potremo leggerlo da domani dato che, cuore a sinistra portafogli a destra, gli articoli del Manifesto si possono leggere online solo il giorno dopo, a meno di non pagare un abbonamento al quotidiano [↩]
Argomento: Politica, Nostalgia. Data: 20 Agosto 2008 Autore: ZioMimmo | | 1 Commento
Il discorso tipico dello schiavo
Il vero schiavo non è chi ha la catena al piede, ma chi non riesce ad immaginare la libertà.1
- da un’intervista a Silvano Agosti [↩]
Argomento: La vita l'universo e tutto il resto, Politica. Data: 18 Agosto 2008 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti
Può succedere…
Non vedo l’ora di leggere l’editoriale che apparirà sul prossimo numero di Famiglia Cristiana in cui si promette una sonora bacchettata al governo Berlusconi. Stando all’articolo apparso oggi su Repubblica i cattolici diranno che bisogna smetterla con la storia del presidente-spazzino e alla lotta ai fannulloni poiché i problemi del paese sono altri e il governo sta solo cercando di nasconderli. Sono proprio curioso di vedere quanto sarò d’accordo con loro. (“La verità è che ‘il Paese da marciapiede’ i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del ‘Presidente spazzino’, l’inutile ‘gioco dei soldatini’ nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone” mi ha colpito troppo, soprattutto considerando che chi l’ha scritto ha idee politiche più simili a quelle del governo in carica che alle mie ndZ).
Ai posteri l’ardua sentenza… e se mercoledì mi vedrete uscire dal giornalaio in piazza con una copia del Mattino stranamente arrotolata come a nascondere un’altra rivista, bhè sapete già cosa c’è sotto.
Argomento: La vita l'universo e tutto il resto, Politica. Data: 11 Agosto 2008 Autore: ZioMimmo | | 1 Commento
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