Il sol dell’Avvenir

Quarant’anni fa, la notte tra il 20 ed il 21 agosto, i carri armati dell’esercito sovietico invasero la Cecoslovacchia. Finì così nel sangue uno dei migliori tentativi di socialdemocrazia nella storia. I comunisti sovietici, fomentati dall’ala stalinista del partito comunista ceco, paventando la dottrina Brežnev1, non si fecero scrupoli ad usare la forza per bloccare il processo riformista sostenuto dalla grande maggioranza del paese. L’invasione avvenne durante la celebrazione del congresso del Partito Comunista Cecoslovacco, guidato da Dubcek. L’idea che guidò tutto il processo riformista, iniziato a gennaio del 68 con l’elezione a capo del PCC di Dubcek al posto di Novotný, era la realizzazione di un Socialismo dal volto umano, che mantenesse il sistema economico collettivista affiancandovi una maggiore libertà politica di stampa e di espressione2.
A questo punto ci starebbero bene le note della Moldava di Smetana ed una nostalgica enumerazione di tutte le straordinarie opere pubblicate dagli intellettuali praghesi in quel periodo; magari due righe in ricordo di Jan Palach, primo di un gruppo di studenti che si tolsero la vita, nel silenzio degli organi d’informazione controllati dalle forze d’invasione, per manifestare contro la censura e rivendicare la libertà d’espressione. Invece salterò di palo in frasca.
Nessuno dei giornali online che sono solito consultare ricorda oggi la Primavera di Praga. Forse lo faranno domani, chissà. Su Repubblica la fanno da padrona le Olimpiadi, le decisioni dell’ONU sulla Georgia ed il funerale di Sensi, affiancate da una serie di brevi con immagini che mi ricordano le tipiche riviste da barbiere3: Parata pornostar in topless proteste ad Auckland; Muore il piccolo gorilla, il dolore della mamma fa il giro del mondo; Francia, bagno presidenziale sul gommone Carla e Sarkò. Non è molto diverso su L’Unità che almeno lascia le Olimpiadi più in basso per tenere in testa la storia di Mirko, un 16enne di Catania coi genitori separati, che è stato affidato al padre perché la madre gli consentiva di frequentare un circolo dei Giovani Comunisti. Ancora peggio per il Corriere della Sera che mette il ping-pong sopra la Georgia. Fortuna che almeno sul Manifesto un editoriale dal titolo La nostra «Primavera» possiamo leggerlo4. Sui nostri quotidiani non è tempo di storia, soprattutto se si tratta di una storia fatta da moderati, studenti ed operai che insieme hanno trovato una via possibile. La vera forza della Primavera di Praga è tutta in quel punto: le richieste della gente comune ascoltate e messe in pratica dal partito. Dove sono le nostre pretese? Cosa chiediamo ai nostri politici? Siamo sul serio un popolo di caproni in grado solamente di seguire il primo personaggio con un po’ di visibilità pubblica le cui idee ci interessano superficialmente? E’ possibile che siamo talmente invischiati nel sistema da non sapere più dove vogliamo andare ed essere disposti a seguire chiunque?
Le stelle che dovrebbero guidarci nella notte oramai non si vedono più, offuscate dal bagliore mediocre e monotono della televisione e delle luci alla Broadway dei ghetti in cui ci siamo confinati. Il sol dell’Avvenir oramai è calato e la Rossa Primavera è stata sostituita da un bianco natale, bianco come la cocaina sniffata oramai da tutti, dai dirigenti agli operai, natale come il capitalismo sfrenato entrato oramai nel modo di vivere dei più. E’ la vittoria dell’avere sull’essere?
Non ancora. Sono molti coloro che non demordono. No pasaran!

  1. Quando le forze che sono ostili al socialismo cercano di portare lo sviluppo di alcuni paesi socialisti verso il capitalismo, questo non diventa solo un problema del paese coinvolto, ma un problema comune ed una preoccupazione per tutti i paesi socialisti. Leonid Brežnev, 13 novembre 1968, discorso al congresso del Partito Operaio Unificato Polacco. []
  2. fu addirittura ipotizzata la possibilità di creare partiti non alleati al partito comunista []
  3. si d’accordo parlo di un tipico barbiere di 10 anni fa… ok? []
  4. o almeno potremo leggerlo da domani dato che, cuore a sinistra portafogli a destra, gli articoli del Manifesto si possono leggere online solo il giorno dopo, a meno di non pagare un abbonamento al quotidiano []

Argomento: Politica, Nostalgia. Data: 20 Agosto 2008 Autore: ZioMimmo | |

Un commento to ' Il sol dell’Avvenir '

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  1. ZioMimmo said,

    il Agosto 21st, 2008 alle 09:50

    Menomale, l’Unità ha pubblicato oggi uno speciale. Questo il link

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