Monthly Archive for agosto, 2008

Sincretismi

Idillio ‘e merda – F. Russo

Nu juorno, na cacata sulitaria
meza annascosta dint’ ‘a nu sentiero,
c’o sole ‘e luglio e c’o profumo ‘e ll’aria
s’annammuraie d’o strunzo ‘e nu pumpiero.

Essa era tonna, acconcia, piccerella,
isso era niro, gruosso, frisco frisco;
essa era fatta a fforma ‘e cuppulella,
isso rassumigliava a n’obelisco.

E cu ll’ intermediario ‘e nu muscone
na bella sera tutta prufumata,
‘o strunzo avette ‘a dichiarazione
d’ammore d’a cacata nnammurata.

Isso era nato sotto mala stella;
ca maje nisciuno l’aveva guardato,
vulette bene a chella cacatella
cchiù assaie d’o culo ca l’avea cacato.

Ma stevano luntano; e sulo ‘a luna,
e sulo ‘e pprete e sulo ‘e ffrasche verde
sapevano ‘e turmiente, a uno a uno,
‘e chilli duie sperdute piezze ‘e mmerda.

E na matina, erano verso ll’otto,
nu cato d’acqua ‘a copp’a na fenesta
facette comm”o libbro galeotto
‘e ‘onna Francesca e Paolo Malatesta.

Benedicenno nzieme chella secchia,
s’astrignèttero forte. Erano sule:
essa lle regalaje na pellecchia,
isso lle regalaje dduie fasule.

Chiano, sciulianno dint’a ll’acqua ‘alice,
cu nu curteo ‘e muschille int’o sentiero,
sotto ‘o sole, ‘a cacata ‘e stiratrice
se mrnaretaje c’o strunzo d’o pumpiero.

E in viaggio ‘e nozze stetteno abbracciate
mmiez’a dduie piezze ‘e càntere scassate.

Goodnight Saigon

In memoria di Carlo Ametrano, inseguito dai paramilitari (Cb) qualche sera fa a (piazzetta) Genova e caduto (luong luong nterr) nel disperato tentativo di fuga.


E’ un pezzo un po’ malinconico, lo ammetto, ma il finale mi piace troppo:
Dov’è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant’anni
e con la vita avrebbe ancora giocato.

Lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all’amore né al cielo.

Lui sì sembra di sentirlo
cianciare ancora delle porcate
mangiate in strada nelle ore sbagliate

sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
“Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?”

Il sol dell’Avvenir

Quarant’anni fa, la notte tra il 20 ed il 21 agosto, i carri armati dell’esercito sovietico invasero la Cecoslovacchia. Finì così nel sangue uno dei migliori tentativi di socialdemocrazia nella storia. I comunisti sovietici, fomentati dall’ala stalinista del partito comunista ceco, paventando la dottrina Brežnev1, non si fecero scrupoli ad usare la forza per bloccare il processo riformista sostenuto dalla grande maggioranza del paese. L’invasione avvenne durante la celebrazione del congresso del Partito Comunista Cecoslovacco, guidato da Dubcek. L’idea che guidò tutto il processo riformista, iniziato a gennaio del 68 con l’elezione a capo del PCC di Dubcek al posto di Novotný, era la realizzazione di un Socialismo dal volto umano, che mantenesse il sistema economico collettivista affiancandovi una maggiore libertà politica di stampa e di espressione2.
A questo punto ci starebbero bene le note della Moldava di Smetana ed una nostalgica enumerazione di tutte le straordinarie opere pubblicate dagli intellettuali praghesi in quel periodo; magari due righe in ricordo di Jan Palach, primo di un gruppo di studenti che si tolsero la vita, nel silenzio degli organi d’informazione controllati dalle forze d’invasione, per manifestare contro la censura e rivendicare la libertà d’espressione. Invece salterò di palo in frasca.
Nessuno dei giornali online che sono solito consultare ricorda oggi la Primavera di Praga. Forse lo faranno domani, chissà. Su Repubblica la fanno da padrona le Olimpiadi, le decisioni dell’ONU sulla Georgia ed il funerale di Sensi, affiancate da una serie di brevi con immagini che mi ricordano le tipiche riviste da barbiere3: Parata pornostar in topless proteste ad Auckland; Muore il piccolo gorilla, il dolore della mamma fa il giro del mondo; Francia, bagno presidenziale sul gommone Carla e Sarkò. Non è molto diverso su L’Unità che almeno lascia le Olimpiadi più in basso per tenere in testa la storia di Mirko, un 16enne di Catania coi genitori separati, che è stato affidato al padre perché la madre gli consentiva di frequentare un circolo dei Giovani Comunisti. Ancora peggio per il Corriere della Sera che mette il ping-pong sopra la Georgia. Fortuna che almeno sul Manifesto un editoriale dal titolo La nostra «Primavera» possiamo leggerlo4. Sui nostri quotidiani non è tempo di storia, soprattutto se si tratta di una storia fatta da moderati, studenti ed operai che insieme hanno trovato una via possibile. La vera forza della Primavera di Praga è tutta in quel punto: le richieste della gente comune ascoltate e messe in pratica dal partito. Dove sono le nostre pretese? Cosa chiediamo ai nostri politici? Siamo sul serio un popolo di caproni in grado solamente di seguire il primo personaggio con un po’ di visibilità pubblica le cui idee ci interessano superficialmente? E’ possibile che siamo talmente invischiati nel sistema da non sapere più dove vogliamo andare ed essere disposti a seguire chiunque?
Le stelle che dovrebbero guidarci nella notte oramai non si vedono più, offuscate dal bagliore mediocre e monotono della televisione e delle luci alla Broadway dei ghetti in cui ci siamo confinati. Il sol dell’Avvenir oramai è calato e la Rossa Primavera è stata sostituita da un bianco natale, bianco come la cocaina sniffata oramai da tutti, dai dirigenti agli operai, natale come il capitalismo sfrenato entrato oramai nel modo di vivere dei più. E’ la vittoria dell’avere sull’essere?
Non ancora. Sono molti coloro che non demordono. No pasaran!

  1. Quando le forze che sono ostili al socialismo cercano di portare lo sviluppo di alcuni paesi socialisti verso il capitalismo, questo non diventa solo un problema del paese coinvolto, ma un problema comune ed una preoccupazione per tutti i paesi socialisti. Leonid Brežnev, 13 novembre 1968, discorso al congresso del Partito Operaio Unificato Polacco. []
  2. fu addirittura ipotizzata la possibilità di creare partiti non alleati al partito comunista []
  3. si d’accordo parlo di un tipico barbiere di 10 anni fa… ok? []
  4. o almeno potremo leggerlo da domani dato che, cuore a sinistra portafogli a destra, gli articoli del Manifesto si possono leggere online solo il giorno dopo, a meno di non pagare un abbonamento al quotidiano []

Il discorso tipico dello schiavo

Il vero schiavo non è chi ha la catena al piede, ma chi non riesce ad immaginare la libertà.1

  1. da un’intervista a Silvano Agosti []

Può succedere…

Non vedo l’ora di leggere l’editoriale che apparirà sul prossimo numero di Famiglia Cristiana in cui si promette una sonora bacchettata al governo Berlusconi. Stando all’articolo apparso oggi su Repubblica i cattolici diranno che bisogna smetterla con la storia del presidente-spazzino e alla lotta ai fannulloni poiché i problemi del paese sono altri e il governo sta solo cercando di nasconderli. Sono proprio curioso di vedere quanto sarò d’accordo con loro. (“La verità è che ‘il Paese da marciapiede’ i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del ‘Presidente spazzino’, l’inutile ‘gioco dei soldatini’ nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone” mi ha colpito troppo, soprattutto considerando che chi l’ha scritto ha idee politiche più simili a quelle del governo in carica che alle mie ndZ).
Ai posteri l’ardua sentenza… e se mercoledì mi vedrete uscire dal giornalaio in piazza con una copia del Mattino stranamente arrotolata come a nascondere un’altra rivista, bhè sapete già cosa c’è sotto.

Forse Dio è malato

Avevo sentito parlare di lui qualche volta ma, devo ammettere, non ne sapevo molto fino a stamattina, quando un collega mi ha girato una email con un interessante invito alla resistenza contro quei i sistemi che attualmente taglieggiano i liberi cittadini di questo mondo.
Prima di pubblicarla sul blog ho chiesto aiuto a wikipedia per sapere chi fosse precisamente l’autore di quell’appello che, almeno nel mio caso, aveva colto perfettamente nel segno.
Si tratta del padre missionario Alex Zanotelli, uno che certe cose pare le abbia vissute in prima persona. Difficilmente sono d’accordo con chi ha idee religiose forti ma, con quello che ho letto di suo non riesco a dissentire. Ma, come al solito, ho già parlato troppo. Questo l’appello.

LETTERA   AGLI   AMICI

                                               

                                                  ” E’ AL COLMO LA FECCIA

 

 

Carissimi,

               è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12

” Solo falsità l’uno all’altro si dicono;

 bocche piene di menzogna,

 tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.

Come rettili strisciano,

e i più vili emergono,

è al colmo la feccia.”

Quando ,dopo Korogocho,ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare  tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.

E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti  esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi ( Nord di Napoli ) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi ,in particolare i neonati,  con diossine,nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie…… Continue reading ‘Forse Dio è malato’

Massima sicurezza alla guida

163038.jpg

Per dovere di cronaca ho trovato l’immagine sull’edizione napoletana di Repubblica, nella sezione foto dei lettori.

Scoprire la Verità

La Verità svelata dal Tempo è il quadro del pittore veneziano Giambattista Tiepolo scelto da Berlusconi per le conferenze stampa del governo.

La Verità svelata dal Tempo
La giovane donna, mollemente posata accanto al globo terrestre su un soffice tappeto di nubi, rappresenta la Verità, che stringe con la mano destra uno specchio, mentre con la sinistra sorregge il disco solare, simbolo della luce della Ragione. Il corpo nudo, morbido e sensuale della giovane è stretto tra le braccia del Tempo, rappresentato secondo la tradizione allegorica come un vecchio, la cui pelle raggrinzita contrasta nettamente con le carni rosee e levigate della fanciulla. Il Tempo, abbandonata la grande falce, suo consueto attributo, volge lo sguardo accigliato verso uno dei putti, più vivace degli altri, che gli ha appena rubato la clessidra, mentre impugna con la mano destra una foglia di palma, che allude alla Verità. Sulle destra della tela, al di sotto di un putto con una corona d’alloro, appare la Menzogna abbagliata dalla luce accecante della Verità.1I nostri politici, anche questa volta, non si sono smentiti ed hanno deciso di coprire la Verità. Forse la nuda verità non si addice alle conferenze stampa del nostro premier? O più semplicemente il comune senso del pudore sarebbe potuto essere turbato dall’accostamento dei nostri politici ad una donna nuda?
Questa seconda ipotesi mi sembra da scartare, considerato il livello dei rappresentanti del gentil sesso che siedono tra i banchi del parlamento2, oppure al modo in cui la figura femminile è presentata nelle TV3.

Quello che resta è che, per l’ennesima volta, la nuda verità è stata coperta.4

Ma forse oramai non ci facciamo più troppo caso. Se l’esercito in strada serve a garantire sicurezza, i rom sono il nemico pubblico numero uno e le grandi opere l’unica via di uscita dalla stagnazione economica, la famiglia resta l’unico punto di partenza. E poco importa che la maggior parte delle violenze sulle donne accadano tra le mura domestiche, ed ancor meno che una coppia di precari a vita non riesca ad accendere un mutuo o mandare due figli all’Università. L’importante è che un leggero velo mostri solo ciò che è necessario: un bel sorriso rifatto, indice che tutto sta funzionando. Ciò che c’è sotto può tranquillamente coperto, tanto non interessa a nessuno anzi è deleterio per le generazioni a venire.

Al bando ogni forma di nudità, a cominciare dalla Nuda Verità. Approposito, ricordatevi che il Tempo è Denaro.

  1. Fonte: http://www.museicivicivicenza.it/it/mcp/opera.php/9682 []
  2. scusate ma non riesco a non provare indignazione quando penso alla signora Carfagna come ministro []
  3. anni ed anni di movimento femminista buttati nel cesso []
  4. Un po’ di commenti simpatici di critici e direttori dei musei sull’articolo apparso oggi su Repubblica []