Caro Legislatore
Le parole di Luciano di Samostata, retore greco di origini siriane vissuto intorno al 100 a.C., scelte per la traduzione dal greco della seconda prova dell’esame di maturità, dovrebbero essere di monito a tutte quelle persone che propongono la revisione dei libri di storia. Ve ne propongo una traduzione.
Così dunque deve essere per me lo storico: impavido, incorruttibile, libero, amante della franchezza e della verità, e come dice il comico, capace di chiamare i fichi, fichi, e la barca, barca, di non risparmiare o concedere nulla per odio o per amicizia; non deve avere riguardo, pietà, vergogna, o paura;sia un giudice imparziale, benevolo verso tutti ma non al punto di concedere a nessuno più di quel che gli è dovuto; nelle proprie opere deve essere straniero, senza patria, indipendente da ogni potere, uno che non calcola che cosa ne penserà l'uno o l'altro ma che racconta i fatti così come sono accaduti.
Tucidide per esempio stabilì con precisione queste norme e distinse pregi e difetti dello storico, vedendo che Erodoto era oggetto di grandissima ammirazione tanto che i suoi libri erano chiamati con il nome delle Muse; egli infatti dice che le sue storie sono un possesso per l'eternità più che un'opera che possa piacere per il presente e non si basa su racconti fantastici ma consegna ai posteri la verità sull'accaduto; introduce anche il concetto di utilità e di quello che una persona assennata potrebbe immaginare sia il fine della storia: cioè che, se capitassero ancora fatti simili a quelli passati, gli uomini, dice Tucidide, guardando alle cose scritte un tempo, possano servirsene per affrontare la situazione del momento.
Luciano di Samostata - Codice etico per lo Storico - Come si deve scrivere la storia - libro 59, paragrafi 41 e 42.
Argomento: Filosozia, Politica. Data: 19 Giugno 2008 Autore: ZioMimmo | |


