Cannes al vento
Oggi ricorre l’anniversario della strage di Capaci, una delle più grandi aggressioni alle istituzioni dello Stato, da parte della mafia. Alla cerimonia di commemorazione, tenuta nell’aula bunker di Palermo, tanti giovani e il ministro della giustizia. Il presidente della Repubblica non era presente alla cerimonia, ma ha inviato un messaggio a Maria Falcone. Sedici anni fa, il "barbaro agguato di Capaci", in cui furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, ricorda il capo dello Stato, segnò "un terribile attacco alle istituzioni dello Stato" da parte della mafia. Al quale però lo Stato "seppe reagire adeguatamente" nel segno dell'unità. "L'impegno e la partecipazione di allora - sottolinea ancora Napolitano - non possono subire flessioni, non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto" alla mafia, "un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso".1
Poche ore prima Pasquale Squitieri, noto regista napoletano dichiaratamente di destra, aveva fatto alcuni commentati al film Gomorra su La Stampa. Secondo Squitieri Gomorra è un film “allucinante e senza senso: solo ammazzamenti, nessun tentativo di vedere cosa c’è dietro. Di questa violenza cinematografica, dopo aver visto Tarantino ne avevamo già avuto abbastanza“.
Fino a qui si può essere d’accordo. Non ho ancora visto il film, ma stiamo parlando di un opera che, in quanto opera, si presta a letture differenti. Quello che reputo allucinante, ed è il motivo per cui sto scrivendo quest’articolo, sono le dichiarazioni successive: “Allucinante anche il fatto che Saviano si presenti sul red carpet con le guardie del corpo. Andiamo, è una buffonata da attore di quarta: lo sappiamo tutti che quando la mafia vuole uccidere non c’è scorta che tenga e poi se lui fosse realmente in pericolo andando in posti pubblici metterebbe a rischio tutti gli altri“. Caro signor Squitieri, lei ha detto una cosa vera: la mafia, o la camorra, se decidono di ammazzare lo fanno. Quello che è successo 16 anni fa a Capaci ne è la chiara dimostrazione. L’attacco a Saviano è però gratuito e strumentale. Lo scrittore non ha affatto sfilato con il seguito di guardie del corpo a Cannes. La strumentalità della sua affermazione viene fuori poco più avanti quando dichiara: “quel che non ha capito Saviano è che la camorra è un contropotere fortissimo con cui bisogna venire a patti, perché si alimenta con i soldi tutti i cittadini“. Lunardi, quando era ministro delle infrastrutture, aveva fatto una dichiarazione del genere: "con mafia e camorra bisogna convivere e i problemi di criminalità ognuno li risolva come vuole"2
Dichiarare pubblicamente queste cose, significa ammettere la vittoria del modo di fare del contro-sistema. Fino a quando ci saranno persone che pensano che Mangano è un eroe, Dell’Utri una brava persona e Berlusconi un perseguitato, fino a quando ci saranno persone che pensano che bisogni convivere con questa realtà, non fosse altro che per conservare la propria vita, fino a quando non ci si rende conto che la legalità è come la religione: non rispettarla in tutto e per tutto equivale ad essere nell’illegalità, continueremo a vivere in uno stato di merda. Lo stato essendo l’insieme dei suoi cittadini, ne eredita tutte le qualità positive e negative. La legalità è un modo di vivere, essendo un modo di vivere è anche un modo di morire e, in quanto tale, è un ideale. Chi non è disposto a morire per un ideale, muore ogni istante, poiché è continuamente vittima di tutto ciò che gli accade intorno e la sua vita ha come unico fine quello della conservazione della vita stessa. Ma poiché noi uomini siamo nient’altro che canne al vento, vivere per sopravvivere è una lotta persa in partenza e quindi senza senso. Se non decidiamo, in senso nemmeno troppo metaforico, per cosa valga la pena morire, non possiamo decidere per cosa valga la pena vivere.
Non posso fare niente di materiale per aiutare persone coraggiose come Saviano. Non posso fare niente di materiale per zittire personaggi come Squitieri. Posso però lamentarmi e parlare con tutti quelli che mi stanno intorno, mostrare la mia indignazione ogni qual volta idee del genere inquinino l’ambiente in cui mi trovo: così com’è giusto isolare dalla società persone che materialmente compiano misfatti, per evitare che continuino ad arrecare danni alla collettività, è giusto cercare di ingabbiare queste idee malsane.
La cultura della legalità è l’unica arma possibile. Il resto è solo nascondere la luna dietro al dito. Hasta la victoria!
- dal sito di Repubblica [↩]
- si veda questo articolo su Repubblica [↩]
Argomento: Politica. Data: 23 Maggio 2008 Autore: ZioMimmo | |

