L’eterno ritorno
L’ultimo rientro a casa della giornata lo vivo sempre con piacere. Penso sia il tipo di piacere che solo un intalliato possa sperimentare. La strada la conosci bene, quindi il tuo cervello è libero di vagare. L’occhio è automaticamente vigile nei posti che hai meticolosamente scrutato ogni precedente volta che sei passato di la e sai, in maniera oramai innata, essere più pericolosi. Il parcheggio, sempre allo stesso posto, non presente difficoltà. Sotto casa hai l’aria soddisfatta di un predatore notturno che rientri alla tana con un ricco bottino. Sei in ascensore, ti guardi allo specchio. I tuoi sensi si acuiscono e il livello di attenzione verso l’esterno aumenta. Ti vengono in mente tutte le battaglie epiche tradotte dal latino in cui gli eroi erano sempre presi in un imboscata vicini al loro campo, nell’unico punto pericoloso del percorso, che è sempre un luogo angusto come l’imbocco di una caverna, un canyon, un passo di montagna. La porta si apre automaticamente. Certo i suoi tempi li conosci bene, ma sai che non puoi fare nulla per fermarla. Proprio nulla. Non c’è maniglia da tirare per bloccare eventuali nemici che stanno per tenderti un agguato. Secondo piano, terzo piano, e anche stavolta è andata. La chiave si avvicina alla toppa. E’ un’azione così lenta, automatica e tendente al silenzioso che non fallirai mai. Resta l’ultimo pensiero esterno della giornata. Le ultime braci ancora accese nel focolare ed all’ingresso lei, la regina, sovrana indiscussa del maniero, attende il tuo rientro. In quel momento non sei la pecorella smarrita che torna all’ovile. Sei il giovine guerriero che ha disobbedito agli ordini ed è andato alla ricerca di fama e gloria catturando il più pericoloso dei banditi. Sei il giovane mago che esegue esperimenti pericolosi, col favore delle tenebre, nel retro della sua bottega di alchimista. Sei il giovane chierico che sta cercando di entrare a far parte di una setta segreta. Sei il giovane ladro che torna a casa col frutto dei primi furti. Sei il giovane bardo che cerca fortuna girando per le taverne con la chitarra e il suo sacco pieno di tutto e solo il necessario e sufficiente. Sei il giovane ranger che è andato in perlustrazione alla ricerca della tana del drago. Sei l’aspirante druido di ritorno da qualche pericolosa cerimonia da eseguire quando gli astri sono in configurazione favorevole. La porta si apre, e questa volta la velocità la decidi tu. L’orecchio e teso a percepire qualunque movimento all’interno. Uno sguardo fugace ai lati. Nulla in movimento. Solo il vecchio Argo ti ha sentito e te lo fa notare, ma senza disturbare il silenzio della notte. I soliti gesti rituali.
Ed è subito sonno.
Argomento: La vita l'universo e tutto il resto, Intalliamiento. Data: 2 Dicembre 2007 Autore: ZioMimmo | |


