Monthly Archive for ottobre, 2007

Cos’è la politica?

Sono sicuro che sia abbastanza vecchia come barzelletta, ma mi piace:
Pierino al babbo: "Papa' cos' e' la politica?".
Il papa': "Vedi Pierino, non e' facile da spiegare cos' e' la politica, ma posso provare con un esempio: io porto a casa i soldi quindi sono il capitalismo, tua madre li amministra quindi e' il governo, la cameriera e' la classe operaia, tu che brontoli sempre che vuoi una paghetta piu' alta sei il sindicato, e la tua sorellina e' la generazione futura".
Quella stessa notte Pierino viene svegliato dal pianto della sorellina che si era fatta la cacca addosso.
Decide quindi di andare a svegliare la madre e mentre va verso la camera dei suoi, sente dei rumori provenienti dalla stanza della cameriera, sbircia nella serratura e vede suo padre a letto con la cameriera, e ad un tratto ha l'illuminazione: "Ho capito cos'e' la politica : il capitalismo si fotte la classe operaia, il governo dorme e i sindacati stanno a guardare, mentre le generazioni future sono nella merda fino al collo!!!".

Cretini di tutto il mondo unitevi

Luca VolontèAvete mai visto quest’uomo? Si chiama Luca Volontè ed è un deputato dell’UDC. Già qualche tempo fa ho parlato di lui poiché ha chiesto (ed ottenuto), la chiusura di un sito di giochini in flash poiché c’era un gioco in cui un prete doveva curriare i bambini (link all’articolo). Cos’ha fatto questa volta per meritarsi una foto? Approfittando probabilmente del viaggio di nozze del suo capo, Pierferdy Casini, ha dichiarato Siamo un Paese vergogna, è necessaria una operazione verità sui 100 milioni di morti irrisi dai comunisti al governo. Staneremo uno per uno i fedeli amici di Lenin e dei suoi gulag.1 Inutile dire che la proposta di legge non ha avuto la eco sperata. Per non riuscire ad infiammare Calderoli, immagino cosa debba essere. Tra l’altro sto cercando di leggere il testo della proposta, ma non trovo niente. Quasi quasi gli mando una mail e vedo se mi invia una copia della proposta…

  1. Articolo su Repubblica, link al sito personale dell’Onorevole []

Verismo

Napoli è la patria del verismo. Già dai tempi della Serao e di Mastriani è chiaro il legame tra i napoletani e questo genere. Anche la musica contemporanea non ne risulta immune, come dimostra l’esempio di seguito. Buona visione!

Giustizia Diesel

Come i vecchi motori diesel, la giustizia italiana è solo lenta ma va. La dimostrazione è in questa sentenza del giudice di pace di Firenze che condanna HP a rimborsare, all’utente che ne faccia richiesta, il prezzo pagato per Windows e i suoi derivati (Works e similari). Hardware e software sono cose distinte e l’acquirente non deve essere costretto a pagare per una cosa che non gli interessa. Se gli accordi commerciali tra MS ed HP sono poco favorevoli ad HP sono problemi di HP, che non può costringere l’utente finale ad accollarsi i costi di qualcosa “di troppo”. A questo link la storia completa.

Invidiateci

Sabato 20/10 abbiamo concretizzato un’idea della scorsa estate, nata tra chiacchiere avvinazzate sullo scalino fuori al circoletto. Di seguito la testimonianza oculare. Presto la galleria con tutte le immagini del weekend di fuoco (sto aspettando l’autorizzazione scritta della mamma di Dasty a pubblicare le foto del figlio incapace di intendere e di volere)


Gruppo di attacco
Destinazione (parte A)
Destinazione (parte B)
Uno per tutti = tutti per uno = tutti (uno elemento neutro per la moltiplicazione che gode della proprietà commutativa)

La domanda nasce spontanea

Oggi vorrei condividere con voi le parole di Antonio Lubrano che sul Mattino risponde alle lettere dei lettori. Sono stato colpito dalla semplicità e dalla decisione con cui, da professionista vecchio stampo, mette un punto fermo su una questione che per settimane ha infiammato le principali fonti di informazione del nostro paese, per poi essere sostituita con casi molto specifici atti a nascondere la realtà oggettiva dei fatti, a scapito di qualche personaggio particolare.
La lettera e la risposta possono essere lette a questo indirizzo.
La parte più significativa è, a mio avviso:

... costringere i dirigenti scolastici a dire ai genitori di bambini handicappati «avete ragione ma..», significa non aver capito ancora una volta che l’antipolitica non nasce per il capriccio di questo o quell’agitatore ma perché una serie infinita di cause provoca il malessere del Paese. E accusare di populismo chi polemizza con questa classe politica, vuol dire essere ottusi.

PS che bello leggere Paese e Patria con la maiuscola.

Stipsi

Sono stanco. E’ proprio il tipo di stanchezza che un buon sonno può curare. Basterebbe tornare a casa un paio d’ore prima e sarebbe perfetto. Eppure non ci riesco. Sono almeno quindici giorni che i miei momenti di riposo sono troppo pochi rispetto a quelli di piena attività. I momenti di riposo sono quelli in cui generalmente riordino le idee e rendo pubbliche quelle più da azzeccato. Dal 16 ottobre non trovo abbastanza tempo per farlo. Stasera stavo rileggendo le vecchie mail quando ho beccato questa, del 18 ottobre, con una specie di oroscopo o forse più responso dell’oracolo che ricevo in media ogni 10 giorni:
Quando viaggiano per lunghi tratti, gli uccelli sonnecchiano continuamente. Possono chiudere un solo occhio alla volta e permettere a un lato del cervello di dormire. Spero che nelle prossime settimane prenderai ispirazione da questa loro capacità, naturalmente non per dormicchiare a mezz'aria mentre sorvoli gli abissi durante i tuoi voli spirituali. Ti suggerisco piuttosto di diventare un maestro nell'arte del completo relax da sfruttare nei brevi periodi tra una e l'altra delle tue imprese audaci ed emozionanti. Cerca di rimanere equilibrato, benevolo e pieno di grazia anche nel bel mezzo di un'avventura.
Qualcuno potrà dire che ci ho ripensato solo perché sto attraversando un periodo di iperattività… ma come spieghereste che un mio amico, nato il mio stesso giorno, stia vivendo con ritmi serrati almeno quanto i miei? Chi mi aiuta a praticare un po’ di relax serio?

Questioni politiche

Stamattina, come spesso accade durante la pausa sigaretta, si discuteva con alcuni compagni-colleghi di politica. Dopo alcuni commenti sullo scandalo primarie a Napoli, siamo stati distratti dal passaggio della nuova infermiera in servizio presso lo stabilimento. Essendo noi seri professionisti non ci siamo lasciati distrarre, tranne che per pochi istanti, ed abbiamo continuato ad interrogarci su questioni di dottrina. Per verificare le idee espresse mi è stato proposto di lanciare questo sondaggio:

[poll=4]

La notte in cui tutte le vacche sono nere

Fredda è la mano, le ossa, il cuore,
freddo è il corpo del viaggiatore.
Non sà quel che il destino gli porta,
quando il sole è calato e la luna è morta.
1

Sono steso sul letto interrogandomi, ancora una volta, su perché tutto sia. Il poco sonno di queste notti, accompagnato dal molto vino mi permette una certa consapevolezza della mia essenza. I miei sensi sono affievoliti, i muscoli rilassati. Mi sento gallegiare in un contenitore di ovatta. Il rumore della ventola del pc, con il suo suono monotono, mi culla.

Cosa sono? Un uomo. Perché sono? Perché qualcun altro lo ha deciso. Qual’è il fine ultimo della mia esistenza? Sto cercando di capirlo.

In questo senzo potrei definirmi un ricercatore, ma preferisco vedermi come un esploratore. Ovviamente non lavoro sempre: sono un esploratore a tempo perso. Nel resto del mio tempo sono un semplice viaggiatore.

Quando da piccolo qualcuno mi chiedeva che lavoro avrei voluto fare da grande rispondevo l’astronauta. L’astronauta è oggi il massimo esponente della classe degli esploratori. Il viaggio è una tematica che mi porto dietro da una vita. Non me la riesco a scrollare di dosso. Chi mi conosce sa bene quanto ami viaggiare. Non mi riferisco solo ai viaggi fisici o a quelli che faccio quando ho la mente obnubilata dalle neurotossine. Basta una piccola spinta per farmi volare tra nuvole sillogiche, correre su binari dialettici, inerpicarmi tra sentieri semiotici.

Mi piace soprattutto viaggiare di notte e in compagnia2. Il momento più bello è quando la notte sta per finire e sai che stai per tornare a casa. E’ il momento in cui i nodi vengono al pettine, il momento di tirare le conclusioni. Lo stesso momento è anche il momento più freddo e buio del tuo viaggio. Ti stringi ai tuoi pensieri e a quelli dei tuoi compagni come i pinguini quando si riscaldano in branco nella tormenta antartica. Tutti i punti di riferimento sono persi: devi orientarti da solo.

Fortuna che tra un po’ tornerà la luce.

  1. tratto da ‘Il Signore degli Anelli’, JRR Tolkien []
  2. ’o sann’ pur’ ‘o circolett’ bella Mariano e Paolè []

Relatività

Mi piacciono le persone che sanno giocare con le parole. Giocare con le parole significa utilizzare in modo costruttivo le proprie capacità intellettive. Chi gioca con le parole fa parte di quella pletora di persone che, almeno in potenza, è parte attiva nell’evoluzione del mondo. Credo che il complimento più bello che si possa fare ad una persona che sta esprimendo un concetto è “mi hai messo a pensare”. Se è vero che “penso, dunque sono”, allora “mi hai messo a pensare” può essere letto come: “hai fatto si che io avessi maggiore consapevolezza di me stesso”. Conosci te stesso è il punto di partenza poiché, essendo ogni uomo misura di tutte le cose con cui si relaziona, non può valutare correttamente ciò che lo circonda se non ha fissato un metro di paragone. A questo punto potrei fare tante cose.
Se fossi un filosofo vero comincerei ad enumerare una serie di asserzioni che, partendo da dicotomie1 e messe in fila avrebbero come conclusione l’enunciato di cui sopra. Se fossi un matematico o un fisico mostrerei che è sempre possibile trovare trasformazioni che legano la forma di una legge ai vari sistemi di riferimento ed unità di misura. Se fossi Marco Mansi comincerei a parlare di come l’informazione, pilotata dal sistema, fa si che le persone perdano di vista ogni forma di critica per limitarsi accettare passivamente quelle che sembrano essere le idee più comuni. Se fossi un prete tirerei in mezzo Dio e le vite dei santi per indicare l’unico metro di giudizio possibile. Se fossi Carletto Ametrano, mi farei un riccio. Se fossi AM mi ricorderei di una rima della Furia che dice “voi siete solo la mia imitazione / ma oggi non sono più il migliore (no) / io frà sono il metro di paragone”. Se fossi il mio capoufficio direi che in questo momento dovrei star facendo altro.
Ma io sono ZioMimmo e dovevo intalliare una mezz’ora aspettando una telefonata e senza potermi andare a fumare una sigaretta.

  1. concetti non ulteriormente scindibili che sono o veri o falsi []