Cronache di Gallia
Il nipote, il negriero e la cinghia
Arrivati a Parigi alle 10 di sera del 14 agosto, la cosa ideale da fare è cercare una festa per il ferragosto (del resto in ogni luogo di mare si organizzano falo, a Parigi c’è la Senna perché dovrebbe essere diverso?)
Una volta raggiunto il centro (dopo un’ora comoda di bus), senza avere la più pallida idea di dove sia Port Maillot (il posto dove vi hanno lasciato), salite in macchina del primo tassista iraniano abusivo che trovate e chiedetegli di portarvi in un albergo economico ma pulito.
State tranaquilli se alla reception vi dicono che la zona in cui state è calma, facendovi anche pesare che non siete in Italia: quel negrone di due metri ubriaco che sta facendo i preliminari con il trans nel bagno comune è indice della serietà del posto in cui vi trovate. Del resto anche i deputati dell’UDC tirano coca e portano squillo in albergo.
Quell’allegra famigliola di tedeschi, marito moglie e carrozzino, che sta tornando alle due e mezza di notte in direzione dell’albergo fa pensare che tutto sia tranquillo. Andate a piedi in direzione del centro e al primo gruppo di crackomani di colore che incontrate attraversate semplicemente la strada. Essere castani, chiari di pelle, con la cresta e una felpa da inglese a Parigi aiuta. Quando i crackomani di cui sopra vi chiedono se siete inglesi mentre si levano la cinghia semplicemente cominciate a correre…
Questi consigli sono di Pisellino e UomoPace. ZioMimmo declina ogni responsabilità per quello che potrebbe accadere dopo.
Argomento: Vida Loca. Data: 21 Agosto 2007 Autore: ZioMimmo | |




