Giustizia è fatta!

Dopo 12 anni, finalmente la verità . Berlusconi è innocente. Non ci sono abbastanza prove per dimostrare che è lui ad aver architettato il movimento di 434000 dollari, da un conto Fininvest al giudice Squillante con l’intermediazione di Cesare Previti. L’assoluzione in base all’articolo 530 comma 2: “insufficienza di prove” tramutata dallo scorso governo in “non aver commesso il fatto”.

Grande Silvio, dopo 12 anni finalmente ce l’hai fatta! Salutaci Andreotti.

Argomento: Cronaca, Politica. Data: 27 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Penitenziagite!

Voglio dedicare questo articolo a Carlo Ametrano che stasera ha superato se stesso:
1) non ci ha fatto salire a casa sua
2) ci ha invitati a prendere un caffè
3) si è fatto pagare il caffè
4) ci ha inzumato pure una sigaretta

Le cose sono andate più o meno così. Sono andato, con Mario, ad accompagnare Paoletto a Napoli che partiva per Torino. Essendo discretamente presto, abbiamo pensato di chiamare Carletto per intalliare un po’ da lui (e magari orinare in santa pace in un cesso al chiuso senza dover per forza prendere un caffè o affini). Già per telefono Carlo ci ha comunicato che sarebbe sceso lui (e noi ci chiedevamo se dalle stelle o dalle nuvole), a causa di fantomatici litigi con la padrona di casa…
Non è la prima volta che usiamo il portone di casa sua a mò di vespasiano, anche se fino ad ora era quello del garage a Scafati, quindi abbiamo deciso di accontentarci. Carlo è sceso con una microscopica busta di spazzatura ed ha dichiarato “andiamoci a prendere una birra”.
Ci siamo accordati, poco dopo, per un più tranquillo caffè. Ovviamente entrati nel bar, lui s’è nascosto dietro a tutto dicendo “io piglio un caffè”, seguito tosto da un “pagate voi ho il 50″.
Non contento, dopo il caffè ci ha chiesto anche una sigaretta…
Voi gliel’avreste data? Bhè noi abbiamo risposto con un diplomatico “fatt ‘a rot’”.

Giusto come promemoria, un sottoinsieme dei 10 comandamenti in formato Carlo Ametrano.
Il mio preferito è l’ultimo.

Buonanotte!

  1. Non usare il 4888 invano.
  2. Ricordati di portare un po’ di vino alle feste (e dopo di tappare la damigiana).
  3. Nun m’accir’ ‘a salut.
  4. Nun ncuità il prossimo.
  5. Non rubarti libri CD e DVD da casa mia o dalla mia macchina.
  6. Non cantartela con la padrona di casa.
  7. Non letrare.

Argomento: Cronaca, Cazzimmate, Intalliamiento. Data: 27 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

News

Qualche foto nuova nell’area protetta, e poi una notizia che ha del surreale:

“Marco Mansi” negli ultimi due giorni è stato usato più spesso di “Club Dogo” come chiave di ricerca su google!

Argomento: News, Curiosità. Data: 27 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Sull’arte, l’artista e la sua cultura

Mi accingevo a fumare una sigaretta che avevo da poco terminato di desinare, quando sono stato colto dall’idea di incontrare alcuni colleghi per una chiacchierata che si annunciava a dir poco interessante, vista l’arguzia dei miei egregi commensali a quello che sarebbe di certo stato un vero e proprio cenacolo di cultura. Si cominciò col disquisire circa l’utilizzo dei concetti parzialmente altrui espressi con distinta forma, all’interno di una propria opera. E’ cosa usuale, per un giovine allievo imitare il tratto del maestro, usare, per le figure, le stesse generi di sinuosità cromatiche nonché di ricalcarne idee ed opere. E non fu quell’indubbio stimatissimo uomo di scienza di Sir Isacco Newton a dire “Se abbiamo potuto vedere così lontano è stato poggiandoci sulle spalle dei giganti”, riferendosi al lavoro di intelletto svolto dai mirabili geni del passato? Anche i più grandi artisti sogliono utilizzare come base le idee e le opere dei loro predecessori, tant’è che gli studiosi usano parlare di scuole e di influenza. E nulla si vorrà recriminare al sommo poeta Dante Alighieri che, come era d’uso durante lo Stilnovo, si adoperava nello scrivere sonetti. E così passando di idea in concetto, e mutando questi ultimi in fondamenta per codesta costruzione di metafisiche future che si prefigurano come scienza, giungemmo a chiederci chi sia un artista e cosa l’opera d’arte.

Concludemmo che la migliore definizione per l’opera d’arte è:

una forma concettuale ed originale veicolata con qualunque mezzo espressivo.

Il produttore di una siffatta opera in grado di portare e far recepire ad almeno un’altra persona lo stesso concetto può definirsi artista.

Dopodiché ci rendemmo conto che purtroppo, per quanto belle, queste definizioni fossero, soffrivano di una difettosità. Una forma concettuale non può essere originale in quanto dotata della caratteristica propria delle idee, ovvero dell’esistenza a priori.

Cadeva l’idea dell’artista come produttore di forma concettuale originale. L’artista sarebbe solo colui che è in grado di esprimere un’idea e mostrarla a coloro che ancora non erano a conoscenza dell’esistenza di questa. Ragion per cui la statura dell’artista si degrada da quella di creatore a quella di semplice demiurgo che riesce a mettere in materia qualcosa che già è dotata della qualità dell’esistenza, indipendentemente dal medesimo.
Ed è per questo che in ogni autore si legge qualcosa del suo maestro, di una scuola di influenza o comunque non lo si può prescindere da coloro che lo hanno preceduto, e da cui quest’ultimo si discosta però (ma guarda un po’), ampiamente. Le idee, sono una catena. Un flusso continuo. Non si staccano l’una dall’altra e derivano costantemente l’una dall’altra. Se pensiamo una cosa, è perché deriva in una maniera o in un’altra, da qualcosa che abbiamo già pensato o che sappiamo è già stata pensata da qualcun altro.

Del resto anche questo discorso mi pare di averlo già sentito altrove.

Quanto a me, penso semplicemente che l’artista sia una persona che sia maestro nell’utilizzare una qualunque tecnica, e che riesce a mostrare agli altri tramite il suo utilizzo un concetto che lui ritiene fondamentale. Qualcosa che ha pensato e voleva tutti sapessero. La ricerca dell’originalità può essere fatta solo in senso stretto: c’è poco onore nel millantare le idee altrui e le tecniche altrui, spacciandole per proprie. Ma all’artista è data comunque la possibilità di essere originale: le tecniche si migliorano, si possono usare in un modo in cui nessuno ancora aveva pensato, e comunque il concetto espresso, in quanto espressione dell’unico essere che la sta esprimento, è un’opera unica. Essere artisti è voler somigliare a Dio.

Viva Lello Pica, gli mp3 e la musica commerciale.

M’aeva scis’ a fumà na sigarett’ ropp mangiat’, e aggia pnzat’ mo vec Mario che stà facenn, accussì nun m’a fum’ ‘a sul. Stevn iss’ ‘e Amerigo ‘o bbar. Mo, aita sapè, che sti ruje, so proprio azzeccat loro ‘e ‘o rrep, e c’amma mis’ ‘a parlà r’o fatt che nu sacc’ ‘e llor s’appezzottan ‘e piezz un cu n’at.

Uscito di casa per fumare una sigaretta, ZioMimmo pensa sia il caso di vedere se c’è qualcuno in giro con cui fare due chiacchiere. Presto risponde all’appello Mario, che era con già Amerigo. Insieme decidono di recarsi al bar per un caffè. Lì intraprendono un discorso circa la differenza tra citazione e plagio.

I was just off to light up a fag, when i thought it would be nice to have someone to chat. So I phoned to Mario who had already met Amerigo for a coffe. So I was there in a while, and we started to talk about [e mo comm’ cazz’ s’ ric’ plagio o citazione!?!?!?!]

Sentivo quel solito tremore che pervade il mio corpo quando è desideroso di assumere nicotina. D’altrone mi capita spesso dopo aver mangiato. Ma del resto fumare da soli è noioso, ti fa apparire come la solita persona in attesa di qualcosa qualcuno (la sorte… o perché no la morteeee). E poi mi piace parlare con ragazzi tipo Mario e Amerigo, sono in grado di innescare sequele di pensieri sempre positivi. Una cosa semplice come un caffè al bar può tramutarsi velocemente in un avvincente dialogo sulla struttura dell’arte stessa…

— no quest’ultima non m’è piaciuta troppo, ho cambiato stile sul finale…

Ma del resto l’ora è tarda e le mie dita sono intorpidite dall’umidità di questa soffitta tanto quanto i miei occhi sono stanchi per la fioca luce di una piccola candela di sego. Buonanotte Garrone, buonanotte Derossi, buonanotte Coretti, buonanotte Nelli, buonanotte Votini, buonanotte Garoffi, buonanotte Nobis, buonanotte Stardi, buonanotte anche te, piccolo Calabrese, con la C maiuscola ma di cui ignoreremo il nome ancora per un bel po’ di paragrafi. A te no Franti. Non ti auguro affatto la buonanotte. Uno che ride quando vede sua mamma che piange in pubblico (un’anima invero sì pia), merita solo un “ma vafancul’ st’omm ‘e nient! Accussì piccirill’ già tien tutt’ sti corn’!”

Argomento: Filosozia. Data: 24 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

Vorremmo vedere più spesso queste scene…

A quanto un bagno assieme alle paparelle in villa?
link

Argomento: Cronaca, Curiosità. Data: 23 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti

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