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In vendita le foto della festa di 18 anni della sorella del Laghetto. Trattativa riservata. Contattare ZioMimmo.
Argomento: News, Cazzimmate. Data: 29 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 0 Commenti
Ruolo: portiere.
Penso che ogni persona abbia un ruolo nella vita. Non importa quale sia la tua occupazione attuale; non c’entrano niente le tue prospettive lavorative. E’ proprio il compito per cui sei tagliato ed è quello che si riflette sempre e comunque nel tuo modo di fare.
Io ci stavo pensando da un po’. A dire il vero il dubbio si riduceva a due sole occupazioni: il bidello ed il portinaio. Oggi pomeriggio, finalmente, l’ho capito. Vi descriverò una scena ricorrente. Tavolata, vino, sigaretta. Sedia o panchina, ma rigorosamente al limite tra sole ed ombra in modo da potersi spostare tra l’uno e l’altro lato col minor dispendio energetico possibile. Qualcuno nel cortile gioca a pallone. Un disco riproduce musica napoletana di un certo spessore. Tutto tace. Qualcun altro passa fuori e lui alza lo sguardo. Ogni tanto un pallone lo sfiora, o sfiora un’auto parcheggiata; lui dice semplicemente “guagliù” e, se ha la sigaretta in bocca, senza posare la sigaretta. Ogni tanto sottolinea qualche bella azione emettendo rumori col corpo. L’unico momento in cui lascia la sedia per andare a bere o per sgranchirsi le gambe, è quando il pallone è fermo. Inoltre la sua posizione lo avvantaggia dal punto di vista culturale perché ha spesso occasione di leggere giornali e riviste lasciate incustodite, di parlare con la gente di passaggio, di ascoltare brandelli di conversazione che poi ricicla pesandoli secondo la stima che ripone nella persona da cui li ha ascoltati. Infine mantiene l’inciucio, ma non nella maniera triviale e diretta della moglie (fidanzata, sorella, o madre). Il portiere è un uomo di lettere, quindi parla per citazioni e metafore. Oppure riporta alla memoria qualche situazione già vissuta in modo da risvegliare negli altri il ricordo di qualche elemento che, messo insieme, alla battuta appena conclusa, rivela il significato di un nuovo argomento. Il portiere è una persona complicata.
Il bidello condivide col portiere il modo di porsi nei confronti dei piaceri della vita ma, al contrario del portiere, è un uomo d’azione. Si getta nella mischia, consapevole della superiorità apportatagli dalla sua posizione, così come fa il portiere quando corregge qualche inquilino nel raccontare cose accadute sotto la sua giurisdizione. Il bidello usa le mani, il portiere minaccia di usare le mani. Il bidello lancia il pezzo di gesso, il portiere minaccia di lanciare il posacenere o qualunque oggetto contundente abbia a portata di mano. Portiere e bidello sono due facce di un unica medaglia. Bidello e portiere, rassettano gli spazi comuni e si lamentano durante l’operazione, mentre ne vanno fieri dopo. Del resto si può dire che il bidello fa il portiere in una scuola, ma questa definizione è riduttiva. Sicuramente il bidello è un’attività più complessa, poiché implica capacità fisiche di relazione che normalmente ad un portiere non sono richieste. Il portiere d’altro canto deve riuscire ad avere l’ultima parola su qualunque genere di persona passi sotto al suo androne.
I bidelli generalmente finiscono la propria carriera relegati in una stanza all’ultimo piano o in uno scantinato, ed è meglio averci a che fare solo in caso di stretta necessità . Il portiere, invece, quando è anziano si ostenta all’ingresso del palazzo e diventa memoria storica. Colui che tutto ha visto, custode della saggezza e sigillo dei segreti di generazioni di condomini.
Al bidello non è dato l’essere intalliato. Nel portiere è un vezzo.
Voglio un condominio tutto mio!!!
PS un ringraziamento speciale ad Antonio Nastri, al quale ho pensato mentre parlavo del bidello.
Argomento: Filosozia, Intalliamiento. Data: 29 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 1 Commento
Un sabato qualunque…
Parte intalliata
Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui gli viene voglia di fermarsi a pensare, valutare qualche cosa di già successo in base ad una nuova esperienza. Poi di cercare in tutto quello che ha vissuto similitudini e differenze. Un intalliato lo fa continuamente. Stamattina, erano le quattro e mezza circa, riaccompagnavo un po’ di gente a casa e per strada, insolitamente, c’era un bel po’ di gente ancora in giro o forse già in giro. E’ bello vedere tanta gente per strada quando torni, ma soprattutto vedere gente di partenza a quell’orario: sei sicuro che sebbene tu ti stia per fermare, c’è qualcun altro che va avanti e se la parea al posto tuo. Quando vedo scene del genere, vado a dormire più tranquillo.
Articolo vero
Stasera siamo stati ospiti di Mariano. Per lodare le qualità del nostro anfitrione, userò le parole del grande poeta di lingua germanica Rainer Maria Rilke:
Schmetterling, das meine und das ihre,
der Natur und meins, wie du’s verbrückst:
unser Glück, wenn du an dem Spaliere
leicht, wie in Entwürfen, weiterrückst.
Che non so cosa significhino, ma mi sono piaciute.
Il peggiore della serata si conferma Pagliarella, che non s’è fatto proprio vedere, è andato via subito, e s’è dimenticato di nuovo i libri nella mia auto. Per inciso, vorremmo sapere se stasera avevi le chiavi di casa. Per il resto è stata una serata tranquilla. Ci sono un po’ di immagini, ma è tardi e vorrei andare a dormire, per cui domani dopo pranzo, mi metto con calma e vi stupirò con effetti speciali. Giusto per buttarla lì, per la serie buon sangue non mente, Alessia ha dimostrato di essere degna cugina di suo cugino Carlo: dopo circa 10 minuti che Paoletto stava mangiando, gli ha chiesto, facendosi un boccolo, “stai mangiando?”. Un complimento a Mariano per il suo nuovo desktop: una foto del dj dei CoSang che farebbe invidia a Corona… (e pensare che se l’è anche fatta da solo! il dj dico).
Sono mortificato ma non ho la macchina fotografica con me per farvi vedere le foto di ieri. Provvederò al più presto.
Argomento: News, Intalliamiento. Data: 29 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 2 Commenti
La vida loca è malata…
Francamente direi proprio di no. Stasera potrei elencare tante tante cose, e forse tra un po’ mi deciderò ad iniziare a farlo, ma nessuna di questa sarebbe rappresentativa di qualcosa che non va. Tranne per una cosa: sembra di stare in Afghanistan. Ho visto più posti di blocco e mitra qualche ora per strada ieri sera e stasera, che in tutti i telegiornali degli ultimi 20 anni.
Perché mi chiedo? Il principio del ghetto esiste, ma in pratica è al contrario. I palazzoni di periferia ci circondano. Siamo noi quelli in trappola. Loro sono liberi di andare dove vogliono. Tanto se in quell’istante sei pulito non può succederti nulla, almeno non hai nulla da temere dai legittimi rappresentanti dello Stato Italiano. E poi, tutto ad un tratto, penso ai telegiornali che ci raccontano degli scontri tra israeliani e palestinesi. Mura che vengono erette a separare popoli, con pochi varchi strettamente sorvegliati. Mi tornano alla mente scene viste dalle mie parti. Puntualmente, alla scena del bimbo col mitra o delle signore dal parrucchiere mentre fuori si spara, senti qualcuno commentare “sono abituati fin da piccoli a queste cose, è ovvio che fanno tutto con naturalezza anche in quelle situazioni”. Quante volte sei stato proprio tu a fare quel commento? Stasera sto pensando che è quello che ci sta accadendo. I piccoli imparano dai grandi tutto ciò che i grandi gli mostrano, ma soprattutto ciò che più gli piace. Da piccoli si gioca sempre a fare la guerra, ad uccidere nemici, etc.etc.etc. Qui puoi farlo sul serio. La mia generazione è quella di confine. I figli dei ragazzi della mia et saranno uguali ai palestinesi, o agli israeliani (non parteggio per nessuno.)
Prima di andare a dormire, volevo coglire l’occasione per salutare tutti i nipotini punk che non ho salutato di persona mentre si stavano sbattendo sotto al palco durante lo show di Tellina.
Infine due parole su Giggino Pagliarella che si è fatto portare i libri di Analisi 2 fuori al circoletto e non se li è presi, e sul Bonvini che è riuscito a trovare la parola che completa egregiamente una magistrale affermazione, ma soprattutto l’ha gettata lì con un tempismo, un’eleganza, una modestia, ed una signorilità unica. La frase non ve la dico perché non me la ricordo testualmente e rischierei di inquinarne forma e contenuto.
Argomento: Cronaca, Politica, Vida Loca. Data: 28 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 2 Commenti
Tu chiamale se vuoi… espressioni
E non mi riferisco agli esercizi di matematica da prima o seconda media, ma a cose di questo tipo.
Guardate gli occhi di Nando mentre guarda Amerigo… non mi stupisce che qualche sera fa giù da Gianmarco lo abbia chiamato “amore” :-D
E ultimo ma non ultimo (perché l’ultimo in quanto tale è sempre Pagliarella), uno dei miei soggetti preferiti: Alessandro!
Argomento: Cazzimmate. Data: 27 Aprile 2007 Autore: ZioMimmo | | 2 Commenti
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